Black Blanc Beur
SI JE T’M
L’hip-hop è passato da tempo dall'asfalto della periferia urbana alle tavole dei più prestigiosi teatri. Tutto questo non sarebbero accaduto se la compagnia nera e nord africana Black Blanc Beur non fosse esistita.
Dalla loro nascita in Francia nel 1984, con la prima esposizione - un'impresa omerica con 40 ballerini!- in un parcheggio in Quentin-en-Yvelines del San, Blanc Blanc Beur diretta da Christine Coudun e da Jean Djemad, è sempre stata sul filo del rasoio dell'innovazione. Sono stati i primi ad invitare coreografi ad affiancarsi a loro, i primi a tentare miscele multiculturali, i primi ad aprire l'hip-hop ad altre influenze. Le coreografie più recenti hanno abbandonato la retorica dell' hip-hop per esplorazioni di estrema finezza. Comunque rigoroso, comunque dai ritmi forsennati, il ballo non perde mai la luminosità dell' hip-hop. La costruzione coreografica mette in evidenza semplicemente le caratteristiche che sono inerenti allo stile: gesti sospesi, accelerazione veloce, movimenti sensuali, ondulazioni del corpo, separazione meticolosa di ogni singolo segmento del corpo, sfida della gravità. I ritmi Arabo-Andalusi e gli accenti africani arricchiscono il dialogo artistico. Muovendosi dalla trance-like orientale al polyrhythmics elettrificante dell'Africa, mescolato con passaggi del tutto contemporanei, la compagnia Black Blanc Beur è riuscita ad imporre uno stile francese ad un genere importato.
