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Ariadone

UCHUU-CABARET

Dall’universo di Freaks al cabaret erotico berlinese, da Nijinski al dadaismo, dal balletto al cancan, dal rap alle maschere tradizionali.
Sorprendente, sconcertante, graffiante e davvero sublime!

Carlotta Ikeda, coreografa e fondatrice dell'unica compagnia al mondo di danza buto esclusivamente femminile, firma un nuovo capolavoro.  Tra richiami orientali e occidentali, la danza voluttuosa e animale di ARIADONE sorprende l'Europa per la propria singolare intensità espressiva, la suggestiva potenza e sensualità delle immagini, l'erotismo e l'humor che filtrano dal candore della nudità.

 

UCHUU – CABARET

In giapponese, Uchuu vuol dire spazio, cosmo, universo. Per me, questo termine esprime ciò che non conosci. Uchuu è il luogo in cui galleggiano le immagini. Scrivendo questo cabaret, voglio esplorare queste immagini e rappresentare la vertigine dei sogni.

La terra mi trattiene, m’impedisce e mi costringe. Allora, ancora una volta, vado a guardare dentro di me, a provocare l’impossibile e ad accordarmi al tempo del sogno. Il mio cabaret dipingerà questo sogno. Lo prevedo fantastico e curioso.

                                                                      Carlotta IKEDA

Con lo spettacolo “TOGUE’”, Carlotta IKEDA ha confrontato la propria arte al rock della band SPINA. Recentemente, ha coreografato un adattamento del racconto giapponese “ZATOICHI” per il Ballet de l’Opera National di Bordeaux.

Questo desiderio di incroci artistici e inerenti alla creazione di “UCHUU-CABARET”, Carlotta IKEDA ha incontrato, in occasione dei suoi ateliers, artisti di circo curiosi di seguire il suo insegnamento. Da questi incontri, è nata una collaborazione con la trapezista Melissa Von Vepy . Insieme hanno creato un solo intitolato “Croc”. Questa esperienza è stata una delle sorgenti d’ispirazione.


“Uchuu-Cabaret” prende in prestito il proprio immaginario dal cabaret “Freaks” (con le sue curiose “mostruosità”), dal dadaismo (provocatore e surrealista) e dal cabaret erotico da cui viene il Butho. La costruzione dello spettacolo si fa sul principio della successione di “numeri” che sono altrettante rappresentazioni del concetto “Uchuu”.

lL BUTO - LA DANZA DELLE TENEBRE

Il primo spettacolo provocò uno shock.

Nasceva 50 anni fa in Giappone il BUTO - la DANZA DELLE TENEBRE -. In contrasto sia con la danza classica e moderna che con le forme artistiche tradizionali del Giappone - il NO e il KABUKI -, si proponeva come l'anti-danza. Sorta dopo un cataclisma politico, economico e socio-culturale, quello della prima disfatta del Giappone nella sua storia plurimillenaria, la DANZA DELLE TENEBRE anticipava alla sua maniera l'insorgere dei giovani giapponesi contro gli eccessi dell'influenza occidentale, soprattutto americana.
Questo terremoto sociale rivelava una profonda disperazione. Non c'erano più né alti né bassi. Solo la solitudine e il senso di vanità implicito nell'accumulo di beni materiali. E' allora che uomini e donne andarono a cercare le loro origini nelle tenebre dell'alba del tempo, alla maniera degli sciamani, questi grandi maestri dell'estasi che ritroviamo in Siberia, Asia, Nord America o Africa. E come nelle pratiche sciamaniche, più che il corpo è l'anima che intraprende ascensioni celesti o discese infernali. Questa volontà di accedere alle parti più profonde del corpo soffocate da vari strati sociali ed estetici, evoca ugualmente LAUTRÉAMONT e SADE, ARTAUD e GENET nella loro ricerca degli abissi.


Le fotografie sono © Laurencine LOT